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La prima parte del Festival di fotografia di Corigliano Calabro edizione 2008 si chiude (ma le mostre sono visitabili fino al 9 novembre): gli intensi giorni di workshop, laboratori, incontri, revisioni di portfolio, rassegne video, ecc. che ha visto riuniti nella cittadina cosentina un nutrito gruppo di eccezionali fotografi italiani e stranieri, anche quest’anno sembrano esser volati.

(ph Marina Misiti)

L’occasione è stata ghiotta per gli appassionati di fotografia e di arte in genere che si sono trovati in Calabria la scorsa settimana: non capita tutti i giorni di poter lavorare gomito a gomito con un mitico fotografo (e peraltro ottimo docente) come Mario Cresci, di poter essere guidati per mano (e per occhio) dalla sua passione e grande esperienza; stesso discorso per chi ha seguito la talentuosa Martine Voyeux e la sua rigorosa ricerca visiva nei tre giorni del suo workshop.

“Tanto lavoro ma tanta soddisfazione”, mi ha detto Gaetano Gianzi, che insieme a Cosmo Laera è il deus ex machina di questo Festival. E i due direttori artistici, c’è da giurare, sono già pronti a tornare a lavorare con entusiasmo e nuove idee. I loro progetti sono ambiziosi: Corigliano, nel coinvolgere tutta la Calabria, aspira a diventare una cittadella della fotografia nel cuore del Mediterraneo.

“Autori di grande prestigio rivolgono uno sguardo attento al nostro territorio – sostiene Gianzi -, restituendoci visioni ed emozioni, anche utili a veicolare la nostra identità oltre i confini nazionali”. Un fatto è certo. Di questo festival si comincia ormai a parlare in molti ambiti, anche istituzionali (non tanto in quelli di comune, provincia e regione la cui scarsa presenza è stata, con un certo imbarazzo, notata anche dagli intervenuti): dal MAXXI di Roma (il Museo nazionale delle arti del XXI secolo), infatti sono arrivate qui il direttore (architettura), Margherita Guccione, insieme a Francesca Fabiani (responsabile per le collezioni di fotografia dell’avanguardistico museo che nascerà a Roma su disegno di una grande artista-architetto come Zaha Hadid) proprio per visionare i lavori esposti al Castello Ducale e poter incontrare gli autori. Segno inequivocabile del prestigio che questa manifestazione si è ormai guadagnata anche oltre i confini locali.

“La mia vita è un festival”, scherzava giorni fa a un tavolo dell’Hotel Poseidon, a Schiavonea, Claude Nori, egli stesso grande fotografo, ideatore e organizzatore per anni di un celebre Festival di fotografia a Biarritz, che alla Calabria e a questo Festival di Corigliano sta dedicando molta attenzione intravedendo, evidentemente, potenzialità interessanti per farne una “zona di cultura visiva a 360 gradi”, un polo stabile di grande richiamo per artisti e fotografi locali e internazionali. Che dire, le potenzialità ci sono tutte, le energie e le competenze dei presidenti e di tutti i soci dell’associazione fotografica che organizza il Festival, sono indiscusse, non resta che augurarci che dal duro lavoro di tanti nascano “fiori” belli come le straordinarie foto viste anche in questa ultima edizione…

(testo e foto: © Marina Misiti)

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2 thoughts on “Corigliano C. cittadella della fotografia

  1. Sono particolarmente colpita in quanto ogni volta che passo a vedere il Tuo blog o per meglio dire passo a salutare una amica mi entusiasmo del Tuo genuino e frizzante modo di comunicare . Mi piacerebbe avere una Tua intervista da poter pubblicare su qtour sulla nuova esplosione di vita turistica e culturale della ns. bellissima Calabria . Mi permetto segnalare un piccolo articolo apparso qualche giorno fa su Qtour dove si evidenziava l’attenzione posto dal popolo brittanico alla regione http://www.qtour.it/2008/09/30/calabria-made-in-italy-anzi-made-in-uk/ .

    Ciao e complimenti ancora . Sei sempre la benvenuta su Qtour .

  2. Benvenuto di qua, qtour! proprio oggi leggevo il vostro post sui turisti inglesi innamorati della Calabria e che stanno comprando case in questa regione… sarà una nuova Calabriashire???

    Intervista: va bene, certo. sentiamoci via email, d’accordo? puoi usare donneconlavaligia (at) gmail.com

    a prestissimo allora, ciao, M.

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