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Delle “MAPPE URBANE PERSONALI” (M.U.P.) format visivo ideato nel 2005 da Marina Misiti a New York,  e ampliato poi in questi anni in altri contesti urbani (Londra, Tokyo, Roma ecc.), pubblicato in parte prima sulle maggiori testate periodiche italiane e internazionali, cartacee e online, quindi in mostra in varie esposizioni in Italia e all’estero, infine in una serie di libri fotografici limited edition con la MUP PRESSAntonella Pierno, docente all’Accademia di Brera di Milano e critico d’arte, ha scritto: “Marina Misiti si propone in veste di narratrice di viaggi in cui ha raccolto la precarietà di architetture provenienti da imprecisati assemblaggi di materiali poveri, paradossalmente carichi di dignità e di senso estetico, fotografati con la disinvolta ironia di una cartolina”.

Le opere appartenenti al ciclo delle M.U.P. conservano la matrice di fotoreportage e di documentary photography della giornalista e antropologa visiva (che all’inizio ha scelto di utilizzare una compatta digitale, poi un iPhone e infine intervenire con segni grafici manualmente sui lavori), offrendo la possibilità di percepire una realtà originale registrata secondo percorsi e angolature personalissime, un paesaggio emotivo a volte sorprendente, spesso in ombra delle grandi metropoli del mondo.

L’artista riformulando in modo creativo l’immagine e il tessuto urbano di alcune zone in mutamento, individua delle vere e proprie “mappe emozionali” visive, offrendone “una mappatura femmineamente seducente”, come scrive nel catalogo della sua seconda esposizione al museo Emilio Greco di Sabaudia, la gallerista e curatrice dell’evento, Silvia Sfrecola Romani: Una mappatura femminilmente curiosa, femmineamente seducente, che potremmo definire una cartografia di sicurezza affettiva, i cui confini sono circoscritti dalle emozioni e dalle sensazioni che, volta per volta, li stabiliscono. Viaggiare per Marina, anche negli stessi luoghi, è come rileggere un libro già letto che avrà sempre qualcosa di nuovo da dirci”.

Spiega Marina Misiti: “Scopo del mio progetto artistico sulle mappe urbane è  quello di disegnare una geografia alternativa e dichiaratamente al femminile, una cartografia estetica ed emozionale delle città, una Collection di colori e textures dominanti in ogni luogo urbano, attraverso dei frammenti visivi di interni ed esterni colti in un periodo di trasformazione creativa. Ogni scatto ha per me un particolare valore simbolico e personale, ma è anche una documentazione giornalistica e una suggestione stilistica e di “tessuto” grafico. Le immagini proiettate o ricercate sui muri, gli edifici, i materiali e le figure in cammino o riflesse, in una parola il tessuto urbano in perenne trasformazione, qui rimbalza dallo spazio sociale a quello intimo: nasce così la mia “visione urbana personale”, densamente colorata, tessuta, ridisegnata (anche a mano), processata e, in fondo, alternativa”.

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(nella foto: Marina Misiti)

Oggi il progetto delle MUP ha fatto molta strada, è stato recensito ampiamente, esposto in varie location in Italia e all’estero (New York, Londra, Florianopolis e altre città del Brasile), divenendo un vero e proprio format in progress, declinato attraverso vari media: dalla mobile art o iphoneographia al collage e allo sketchbook foto-grafico (vedi i quattro i libri fotografici in LIMITED EDITION: tre MUP Urban Colors Collection su New York, London, Tokyo - e uno sulla serie MUP con iPhone Rome-by-bus 87/70), fino all’applicazione su vari oggetti e supporti destinati all’interior design. 

Giorgio Fontana, esperto di comunicazione, arti e reti sociali, descrive così questo lavoro fotografico in progress: “Marina Misiti è una fotografa emozionale che coglie con la sua straordinaria sensibilità gli attimi necessari perché un luogo e la gente che lo penetrano siano narrati. Le Mappe Urbane Personali sono un concetto-format che Marina ha sviluppato in questi anni di lavoro mutuando l’esperienza del viaggio e quella della collocazione nella memoria documentale, testi e foto, di percorsi e localizzazione che finiscono per creare una geografia esistenziale e unica che si sovrappone a quella reale“.

“Le tue immagini sono parole colorate di intensa poesia. Con un semplice clik sai cogliere con rarissima maestria, l’attimo fuggente della nostra esistenza”, ha scritto l’artista e storico dell’arte Giuseppe Celi.

RECENSIONI:

Di questo progetto fotografico di Marina Misiti a cavallo tra arte e antropologia visiva, ne  hanno scritto e parlato, tra gli altri: RADIO UNO (interv.), Lip Magazine, Reflections magazine (Yale University), BlogdiOut magazine (interv) , Mercati & Materie Magazine (interv),  ItaliaGeoMagazineFATTI ITALIANISGUARDI (il periodico della Nital), EXIBART, Lip Magazine 2E’LIFESTYLE (interv.), E’LIFESTYLE online, Mondo Rosa ShockingCorigliano per la Fotografia (interv.), Il Quotidiano, La provincia cosentina, Il Tempo, Parvapolis, FOTOUP, TEVACPHOTO, NIKON Club News, Guide.Supereva, Obiettivo Reporter.

ESPOSIZIONI:

20 immagini di questo progetto a lungo termine Mappe Urbane Personali / MUP sono state esposte al Festival di Fotografia di Corigliano C. 2008,  e al Museo Emilio Greco di Sabaudia (LT) per la  mostra collettiva  Madphotodonna: “Obiettive: 15 donne tra arte, vita e fotografia” al Museo Emilio Greco di Sabaudia (LT). 

Nel 2010 lavori recenti sono stati esposti nella Galleria ViaGiulia 95 a Roma e nel 2011 a New York,  nella sede centrale del grande magazzino Macy’s, nella collettiva “A Woman’s World” in occasione del mese della Festa della Donna.

Sempre a New York Marina Misiti aveva esposto nel 2010 nella collettiva “The Art of Commerce” (Manhattan Borough President Gallery) alcuni lavori di “Fashion Districts / MUP“, e una seconda serie di questo progetto è stata in mostra nel 2011 (in “New Visions”) alla Durst Gallery di Manhattan, proprio accanto alla sede del prestigioso ICP.

Altri suoi scatti sulle città, “Urban Colors Collection / MUP“, sono stati esposti a Latina (laranarossa Gallery) nel 2011, e ancora a New York, alla Callahan Gallery di Brooklyn.

Nel luglio 2011 a Londra è stata presentata una sua opera dal progetto “Fashion Districts / MUP“, già selezionato e pubblicato sulla rivista inglese “Flip“. 

Ad ottobre 2011 a Florianopolis, in Brasile, è stato esposto il progetto MUP realizzato con iPhoneRome-by-bus 87/70“; alcune immagini di questo stesso lavoro sono state esposte anche a Brusque (Brasile, ott./nov2011), nella mostra “Strati velati”.

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