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© credits ph Marina Misiti
MUP, acronimo di Mappe Urbane Personali, è il progetto fotografico di Marina Misiti presentato in anteprima sul blog-zine DONNE CON LA VALIGIA e adesso in questo sito. Di queste foto Antonella Pierno, critica d’arte e docente all’Accademia di Brera di Milano, ha scritto: “MARINA MISITI si propone in veste di narratrice di viaggi in cui ha raccolto la precarietà di architetture provenienti da imprecisati assemblaggi di materiali poveri, paradossalmente carichi di dignità e di senso estetico, fotografati con la disinvolta ironia di una cartolina”.
Dal 7 settembre al 9 novembre 2008, una selezione di venti fotografie del progetto MUP è stata in mostra al Castello ducale di Corigliano Calabro, nell’ambito del Festival di Fotografia 2008.
Dal 7 al 29 marzo 2009 sei foto delle MUP sono state scelte per la mostra collettiva Madphotodonna: “Obiettive: 15 donne tra arte, vita e fotografia” al Museo Emilio Greco di Sabaudia (LT). Leggete qui cosa scrive delle foto di Marina Misiti la curatrice della mostra, Silvia Sfrecola:
“Una mappatura femminilmente curiosa, femmineamente seducente, che potremmo definire una cartografia di sicurezza affettiva, i cui confini sono circoscritti dalle emozioni e dalle sensazioni che, volta per volta, li stabiliscono. Viaggiare per Marina, anche negli stessi luoghi, è come rileggere un libro già letto che avrà sempre qualcosa di nuovo da dirci”.
Di questi miei lavori fotografici, sempre a metà strada tra arte e antropologia visiva, hanno scritto anche: SGUARDI (il periodico della Nital), EXIBART, RADIO UNO (interv.), E’LIFESTYLE (interv.), Corigliano per la Fotografia (interv.), Il Quotidiano, La provincia cosentina, Il Tempo, Parvapolis, FOTOUP, TEVACPHOTO, NIKON Club News, Guide.Supereva.
“Scopo del mio progetto delle MUP è stato disegnare una nuova geografia dei luoghi del cuore, una topografia emozionale delle città, attraverso dei frammenti fotografici di luoghi che ho visitato nei miei viaggi. Ogni posto evidenziato in queste immagini ha un particolare valore simbolico e personale. Ogni foto ritrae un angolo, una parete, una vetrina, un edificio, un quartiere o una zona urbana che negli anni ha subito un evidente processo di trasformazione e da situazioni di degrado è stata riutilizzata e riscoperta in varie forme. Le vetrine dei negozi qui riflettono e rimbalzano lo spazio sociale e intimo delle persone che vivono quel luogo: il dentro e il fuori si scompone e ricompone su diversi piani, come in una quinta teatrale, nasce così uno spazio alternativo, carico di molteplici sensi e nuove identità”.
© 2008 Marina Misiti (Testi e foto) – Tutti i diritti sono riservati -
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